Chi Era Italo Calvino? Guida per Famiglie

Chi Era Italo Calvino? Guida per Famiglie

Italo Calvino è uno degli scrittori italiani più letti al mondo, e per la maggior parte delle famiglie è soprattutto due cose: l'autore del Barone rampante che si studia a scuola, e il nome stampato sulla copertina delle Fiabe italiane.

La sua storia però è più interessante di quanto la scuola lasci intendere, e si racconta bene a un bambino. Questa guida la riassume al livello di dettaglio che serve davvero.

Nato a Cuba, cresciuto in Liguria

Calvino nacque il 15 ottobre 1923 a Santiago de las Vegas, vicino all'Avana, a Cuba. I genitori erano due scienziati italiani — lui agronomo, lei botanica — che lavoravano lì.

La famiglia tornò in Italia quando lui aveva circa due anni, e Calvino crebbe a Sanremo, in Liguria, tra la casa e la stazione sperimentale di floricoltura dove lavoravano i genitori. È un dettaglio che ai bambini piace: lo scrittore che ha raccolto le fiabe di tutta Italia è nato dall'altra parte dell'oceano.

Quella infanzia tra piante, serre e campagna ligure si sente in tutto quello che scriverà: la natura nei suoi libri non è mai sfondo.

La guerra, a vent'anni

Durante la Seconda guerra mondiale Calvino entrò nella Resistenza e combatté come partigiano sulle montagne liguri. Aveva poco più di vent'anni.

Da quell'esperienza nacque il suo primo romanzo, Il sentiero dei nidi di ragno (1947), che racconta la guerra partigiana attraverso gli occhi di un bambino. È un dato che vale la pena conoscere anche solo per capire perché a Calvino interessassero tanto le storie viste dal basso, dal punto di vista di chi è piccolo e non conta niente — che è esattamente il punto di vista di metà delle fiabe popolari.

Il 1956: duecento fiabe

Il lavoro che ci riguarda più da vicino è del 1956. L'editore Einaudi, dove Calvino lavorava, gli affidò un compito enorme: mettere insieme una raccolta di fiabe italiane paragonabile a quella dei fratelli Grimm per la Germania.

Il problema era che in Italia quel libro non esisteva. Esistevano decine di raccolte di studiosi ottocenteschi, ognuna in un dialetto diverso, difficili da trovare e illeggibili per chi non fosse del posto. Calvino passò due anni a leggerle tutte, a scegliere duecento fiabe e a tradurle dai dialetti in italiano.

Il titolo completo dice esattamente cosa fece: Fiabe italiane raccolte dalla tradizione popolare durante gli ultimi cento anni e trascritte in lingua dai vari dialetti. Non andò in giro col registratore — lavorò sulle raccolte che già esistevano e le rese finalmente leggibili.

Da quel libro vengono fiabe come Il Principe Canarino, Buchettino e Giovanni il Coraggioso.

I libri per cui è famoso nel mondo

Dopo le fiabe, Calvino scrisse i romanzi che lo resero celebre ovunque. La trilogia dei Nostri antenatiIl visconte dimezzato, Il barone rampante, Il cavaliere inesistente — è la più vicina al mondo fiabesco: un visconte tagliato in due, un barone che decide di vivere sugli alberi per sempre, un cavaliere che non esiste dentro l'armatura.

Il barone rampante in particolare è il ponte perfetto per un ragazzino che ha amato le fiabe da piccolo: si legge bene verso gli undici o dodici anni.

Più avanti vennero Marcovaldo, Le città invisibili e Se una notte d'inverno un viaggiatore, libri più adulti e più sperimentali. Calvino morì a Siena il 19 settembre 1985, a 61 anni.

Cosa pensava delle fiabe

La convinzione che attraversa tutto il suo lavoro sulle Fiabe italiane è che le fiabe siano vere: non nel senso che i fatti siano accaduti, ma nel senso che raccontano con precisione come funzionano le persone. Chi tradisce, chi aiuta, chi aspetta, cosa costa crescere.

È un'idea che si può spiegare a un bambino di otto anni senza semplificarla troppo: la fiaba non dice bugie, dice una verità travestita. E travestita apposta, perché così ci si arriva senza sentirsi rimproverati.

Come raccontarlo a un bambino

La versione da due minuti che funziona: «C'era uno scrittore nato a Cuba e cresciuto in Liguria. Da ragazzo ha fatto la guerra sulle montagne. Poi gli hanno chiesto di trovare tutte le fiabe italiane, che erano sparse in cento libri diversi e scritte in dialetti che quasi nessuno capiva. Ci ha messo due anni, ne ha scelte duecento e le ha riscritte in italiano perché tutti potessero leggerle. Adesso ne ascoltiamo una.»

Poi si parte da Buchettino, che è la più semplice, o da Il Gatto Mostro, che è la più immediata da commentare.

Domande frequenti

Calvino ha scritto lui le fiabe? No. Le ha scelte, tradotte dai dialetti e riscritte in un italiano leggibile. Gli autori originali sono generazioni di narratori popolari di cui non conosciamo il nome.

Quante fiabe ci sono nel libro? Duecento, ordinate per provenienza geografica, dal nord al sud.

Le fiabe originali vanno bene per i bambini piccoli? Non tutte. Molte hanno finali duri, come nella tradizione dei Grimm. Le nostre versioni sono adattate per la fascia 3-8 anni.

Da dove si comincia con Calvino scrittore? Da Il barone rampante, verso gli undici-dodici anni.

I libri di Calvino, per età

Domanda ricorrente: quando si passa dalle fiabe a Calvino scrittore? Un percorso ragionevole.

3-8 anni — le Fiabe italiane, in versione adattata. Non sono di Calvino nel senso di inventate da lui, ma sono il suo lavoro.

9-11 anniMarcovaldo. Venti raccontini su un operaio che in città cerca disperatamente la natura e la trova sempre nel posto sbagliato. Sono brevi, comici e malinconici, e si leggono uno per sera come le fiabe.

11-13 anniIl barone rampante. Un ragazzino litiga a tavola, sale su un albero e decide di non scendere mai più. È il libro-ponte per eccellenza: ha la logica di una fiaba e la profondità di un romanzo.

14 e oltreIl visconte dimezzato e Il cavaliere inesistente, che completano la trilogia. Poi Le città invisibili, che è il più bello e il più difficile.

Chi ha amato Il Corpo Senza Anima da piccolo troverà nel Visconte dimezzato la stessa idea — un uomo separato in due parti — trattata da adulto.

Perché è famoso fuori dall'Italia

Calvino è uno degli autori italiani più tradotti al mondo, e il motivo non sono le fiabe: sono i romanzi degli anni Settanta.

Le città invisibili (1972) è un libro fatto di descrizioni di città immaginarie che Marco Polo racconta a Kublai Khan. Se una notte d'inverno un viaggiatore (1979) è un romanzo che parla del lettore che lo sta leggendo, e che si interrompe di continuo. Sono libri che hanno cambiato il modo in cui gli scrittori di mezzo mondo pensano cosa può fare un romanzo.

La cosa interessante, per chi arriva dalle fiabe, è che quel gusto per la struttura viene proprio da lì. Le duecento fiabe italiane sono variazioni sugli stessi pochi schemi, e Calvino le lesse tutte per due anni. È difficile non vedere il legame.

Cosa pensava dei bambini come lettori

Calvino non scrisse mai un libro per bambini in senso stretto, e non si considerava un autore per l'infanzia. Ma il lavoro sulle fiabe lo portò a una convinzione che vale la pena riportare: che ai bambini non serve semplificare, serve essere precisi.

Si vede in come sono scritte le sue versioni. Non ci sono vezzeggiativi, non c'è la voce che si abbassa per parlare ai piccoli, non ci sono spiegazioni infilate dentro. C'è una storia raccontata bene, e la fiducia che chi ascolta capisca.

È anche un buon consiglio per chi legge ad alta voce: non serve recitare troppo. Il testo funziona da solo.

Domande frequenti su Calvino

Era davvero nato a Cuba? Sì, a Santiago de las Vegas nel 1923. I genitori erano scienziati italiani che lavoravano lì. La famiglia tornò in Liguria quando lui aveva circa due anni.

Ha vinto il Nobel? No. Era considerato un candidato serio, ma morì nel 1985 a 61 anni.

Quanto ci mise a fare le Fiabe italiane? Circa due anni, dal 1954 al 1956.

Le fiabe sono la sua opera più venduta? Sono fra le più vendute e ristampate, ma la sua fama internazionale poggia soprattutto sui romanzi.

Una curiosità che ai bambini piace

Calvino cominciò a lavorare alle fiabe quasi controvoglia. Non era uno studioso di folklore, non aveva mai fatto ricerca sul campo, e l'incarico gli arrivò perché lavorava in casa editrice e qualcuno doveva farlo.

Nella pratica gli toccò leggere per due anni raccolte in dialetti che non conosceva, con dizionari accanto. È il tipo di dettaglio che a un bambino di otto anni arriva bene: il libro più famoso di fiabe italiane lo ha fatto uno che all'inizio non voleva farlo e non sapeva bene come.

Quello che successe dopo è la parte migliore. Il lavoro lo trasformò: subito dopo scrisse Il barone rampante, e da lì in poi la fiaba non uscì più dai suoi libri.

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Ascolta le fiabe nella raccolta di fiabe italiane.